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Roma sotto i ponti …

Lettera di Pietro Barucci sull’abbattimento dei ponti al Laurentino38

Archiwatch

Abbiamo appena ricevuto da Pietro Barucci questa lettera aperta a Walter Veltroni che tocca una serie di argomenti di scottante attualità …
sui quali ci siamo più volte soffermati negli ultimi tempi …
e sui quali merita riflettere ancora con attenzione …

All’illustre Sindaco di Roma Walter Veltroni

Sono un architetto, ho ottantatre anni, a torto o a ragione sono considerato il maggior responsabile del Quartiere Laurentino, ormai detto Trentotto, ho progettato i cosiddetti edifici-ponte, ero presente Mercoledì pomeriggio all’Auditorium, ho ascoltato il suo discorso conclusivo dell’importante forum sull’architettura a Roma.
Sono un suo estimatore, nonché elettore.

Ho ammirato la sua sicurezza nel dichiararsi “distributore di bellezze” davanti a un pubblico di addetti ai lavori, per i quali la bellezza è il fine supremo per cui si sacrifica tutto, alla ricerca di un esito sempre vacillante e misterioso. Di fronte a orecchie così avvertite e sensitive ha avuto un bel…

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A quando lo Skatepark al Laurentino 38

Sono ormai diversi anni che si vocifera della realizzazione di uno skatepark al laurentino 38 che da sempre genera appassionati e appasionate del surf a rotelle per via delle grandi aree cementate e grazie anche alla vicinanza delle superfici marmoree dell’EUR.

Sebbene il primo progetto del 2004 presentato dai ragazzi del quartiere prevedesse una piccola area realizzata con materiali ecologici, semplice da gestire ed economicamente sostenibile per poter attivare possibilità lavorative dal basso, qualche tempo dopo ha invece preso piede l’idea (nel 2006, con 2 milioni e 800.000 euro di finanziamento) di costruire il più grande skatepark d’europa, 20.000 metri quadrati di cemento nel parco Eros Corizza a ridosso dell’ottavo ponte.

Progetto Skatepark

Dopo altri anni di infausta propaganda e “pose della prima pietra” ad oggi il tutto risulta bloccato dalla scelta impraticabile di un parco sotto il quale giacciono reperti archeologici. E’ particolare poi, oltre il grande finanziamento che si è cercato di percepire per realizzare l’opera, che quello che ad oggi è un parco da poco bonificato, debba essere trasformato in uno skatepark per diventare ecocompatibile.

Possibile che nemmeno con l’aiuto del municipio si riesca a concretizzare una struttura come già altri giovani piccoli imprenditori hanno avviato da tempo in diverse zone di roma o come altri municipi hanno allestito pubblicamente in altri quartieri???

Passando in periferia, si trovano piste per lo skateboard presso il CineTown di Cinecittà, in via Stabilini e al Bunker di viale Kant. A Pietralata, c’è un piccolo skatepark per principianti, in via dell’Acqua Marcia. In via Partini, in zona Tiburtina, gli appassionati hanno allestito lo Strike Park, area coperta e autogestita. E infine Ostia Nuova, in via Baffigo, con l’area attrezzata del The Spot Skatepark

Cit. dall’articolo di Simona De Santis e Veronica Altimari su Corriere.it 02/11/2011

C’è da chiedersi se non siano da prediligere iniziative e progetti di piccola entità, facilmente realizzabili assieme al supporto della comunità circostante, piuttosto che richiedere “interventi dall’alto” che puntualmente tardano ad attivarsi nonostante le prospettive economiche e pubblicitarie concesse.

Eppure il ruolo sociale della presenza di uno skatepark gratuito nel quartiere è inequivocabile come racconta in maniera chiara e schietta proprio William Zanchelli il presidente e gestore del “The Spot“, premiato dall’Unione Europea per il suo impegno contro la droga:

Siamo partiti con mille problemi e mille situazioni negative. Non si credeva alla grande possibilità che potevamo offrire al quartiere. Diamo la possibilità ai ragazzi di fare sport a zero lire. I ragazzi hanno cominciato a vedere nello sport possibilità diverse da quelle offerte dalla strada.

Per capire come e da chi nasce uno spazio come questo vi rimandiamo al loro sito web, ma continuate a leggere e guardate il video dei centri estivi del “Bunker Skatepark” per assaggiare il prodotto della socialità e della creatività di questi spazi:

Per chiudere questa parentesi su cosa è possibile realizzare dal basso, vediamo invece cosa ispira chi studia e affronta le tematiche dell’urbanizzazione fino a farne arte. Proprio in questi giorni è stato pubblicato un articolo interessante su Domus, periodico d’arte, architettura, design, che narra della realizzazione di uno skatepark in Svezia osservando dei requisiti generalmente non soddisfatti dalla progettazione di questi spazi. In questo caso, per preservare il contesto paesaggistico rurale tratteggiato dalla terra brulla e da ruderi di archeologia industriale hanno introdotto in alternanza il cemento come una nota contemporanea. Nel nostro caso, forse varrebbe il senso opposto, introdurre una nota di verde e bioarchitettura per contrastare il brutalismo che dipinge la quotidianità del territorio che viviamo.

A conclusione di questo post vi rimandiamo all’articolo che apparve nel 2011 su skatemap, un sito che si occupa di raccogliere in una mappa le aree da skate in italia, sul quale ci sono le cartografie del progetto in grandezza originale e alcune considerazioni sugli skatepark che non hanno mai visto l’inagurazione.

Foto d’autore sul Laurentino 38

Questa volta ci siamo imbattuti in una breve galleria di foto molto intense che hanno come soggetto degli elementi tipici del nostro quartiere e della sua architettura.

Anche se le foto di questo fotografo, Andrea Di Carlo, sono datate 2006, non si può non riconoscere da subito che il simbolo caratteristico del laurentino 38 sia il ponte.

Sotto il ponte

Nelle sue inquadrature, il laurentino 38 esprime sia il futuristico progetto inziale negli scorci dei ponti appena re-imbiancati, sia invece la lenta erosione di un luogo dove il tempo sembra essersi fermato o quasi negli scatti in bianco e nero. Non manca neppure uno squardo ad un momento di vita, altrimenti resterebbe un elogio alle imponenti strutture nella loro superiore fisicità, dimostrando invece la densità di “polpa” che il laurentino 38 anima.

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